La Celiachia

La celiachia è una patologia autoimmune che coinvolge prevalentemente l’intestino. La reazione del sistema immunitario al glutine danneggia la mucosa intestinale. Se la celiachia non viene diagnosticata e curata, possono verificarsi fenomeni di malassorbimento e quindi di carenza alimentare.  Il medico è in grado di effettuare corrette diagnosi di celiachia grazie a specifici esami ematici, cui può seguire per la conferma finale una biopsia intestinale.

Il termine “celiachia” indica un’intolleranza permanente al glutine del sistema immunitario.

Nei soggetti geneticamente predisposti, l’assunzione di alimenti contenenti glutine o tracce di glutine induce una reazione immunitaria anomala dell’intestino tenue. Ne consegue un’infiammazione cronica dell’intestino, che ha come conseguenza la scomparsa dei villi intestinali. Nell’individuo sano, la parete dell’intestino è rivestita da villi, aventi la funzione di assorbire dagli alimenti le sostanze nutritive essenziali. Nell’individuo celiaco, i villi regrediscono e la mucosa intestinale è danneggiata in misura proporzionale alla gravità dell’infiammazione, per cui l’intera superficie d’assorbimento delle sostanze nutritive si riduce o scompare completamente, provocando scompensi e malnutrizione. La celiachia può manifestarsi in diverse forme: la celiachia tipica e quella atipica nonché la celiachia silente sono associate ad un danneggiamento della mucosa..

La celiachia è una patologia complessa, causata da fattori ereditari e ambientali. Il ruolo della componente genetica è dimostrato dalla ricorrenza familiare della celiachia, circa 10 volte più comune nei parenti di primo grado rispetto alla popolazione generale. I geni coinvolti nella predisposizione ereditaria sono molteplici: tra questi spiccano alcuni fattori del sistema HLA, un complesso di geni in grado di riconoscere le molecole estranee all’organismo.

La celiachia si manifesta spesso nell’infanzia dopo lo svezzamento, con il passaggio dal latte materno all’alimentazione contenente glutine. Qualora non fosse diagnosticata, sono possibili disturbi della crescita e dello sviluppo. I bambini celiaci sono spesso di corporatura esile e possono apparire denutriti.
La celiachia può tuttavia comparire ad ogni età, oggi infatti viene diagnosticata soprattutto tra gli adulti.
Se si sospetta una celiachia, il primo test da effettuare sono gli esami del sangue. Se in questi esami vengono evidenziati gli anticorpi specifici, nella maggior parte de casi si procede con una biopsia dell’intestino tenue (prelievo del tessuto) per la conferma definitiva.

Se la biopsia intestinale mostra le tipiche variazioni della mucosa, lo specialista vi mostrerà quali effetti positivi avrà per voi una dieta priva di glutine..
Un’alimentazione priva di glutine infatti porta spesso a un rapido miglioramento. Non appena si rinuncia agli alimenti contenenti glutine, la mucosa intestinale inizia a rigenerarsi. Fortunatamente un celiaco non deve assumere alcun tipo di farmaco, la cura consiste nell’osservare una dieta senza glutine rigorosa a vita.

Il Glutine, la proteina collante dei cereali

Il glutine è una componente proteica dei cereali presente nel frumento e in alcune varietà di cereali quali farro, spelta, triticale, orzo e segale.glutineDi conseguenza, è presente in tutti gli alimenti che contengono questi tipi di cereali. Tra questi ad esempio rientrano farina, pane, pasta, pizza, biscotti ed in genere      in tutti i prodotti da forno. È necessario prestare sempre attenzione perché molti alimenti potrebbero essere contaminati dal glutine. Durante il processo di  lavorazione o di cottura.

Il regolamento italiano relativo all’etichettatura dei prodotti alimentari per gli allergeni prevede, oltre ad altri allergeni, anche l’indicazione del glutine e degli ingredienti contenenti glutine.

Sebbene i sintomi come dolori o gonfiore addominale e spossatezza siano comuni a celiachia, a sensibilità al glutine e ed allergia al frumento, si differenziano quanto a origine e diagnosi.

Sensibilità al glutine

La sensibilità al glutine è un problema più diffuso di quanto si pensi; secondo autorevoli studi, sempre più italiani soffrono di disturbi che potrebbero essere riconducibili alla sensibilità al glutine. Essere sensibili al glutine significa avere sintomi simili a quelli della celiachia e dell’allergia al grano senza essere affetti da nessuna delle due patologie. Si tratta di una situazione che, al contrario della celiachia, sembra essere transitoria e potrebbe risolversi dopo un periodo di alimentazione senza glutine.

La sensibilità al glutine è causa di mal di testa, nausea, irritazione intestinale, stanchezza, dolori muscolari e molti altri problemi a cui, se si ignora la propria condizione di sensibilità, non si sa dare spiegazione. Esperienze internazionali dimostrano come la sensibilità al glutine sia un problema di larga diffusione e confermano che la stima delle persone potenzialmente sensibili al glutine è largamente superiore a quella dei potenziali celiaci ed allergici al grano.

A causa dell’elevata variabilità dei sintomi, la sensibilità al glutine spesso viene diagnosticata come la sindrome dell’intestino irritabile.

Allergia al frumento

L’allergia al frumento, che può comprendere anche asma da farina o rinite, interessa soprattutto la cute e l’apparato respiratorio. Test allergologici specifici possono dare la certezza che si tratta di un’allergia al frumento.

L’ allergia al frumento viene definita come una reazione avversa su base immunologica alle proteine del frumento. In caso di allergia al frumento l’organismo reagisce alle proteine contenute in esso in quanto agenti allergenici. In particolare nei bambini il frumento, il latte e l’uovo, così come le noci sono i principali allergeni. Negli adulti questa allergia tuttavia si manifesta più raramente, in quanto regredisce nella maggior parte dei casi con la pubertà.

Nelle allergie i segni più frequenti si localizzano sulla cute e nelle vie respiratorie.

Sulla base di test cutanei e del sangue un allergologo stabilisce se si tratta di intolleranze o di allergie.

Le allergie hanno diverse forme di trattamento, in ogni caso l’agente scatenante, l’allergene, deve essere eliminato dal piano alimentare.

Consulenza

Secondo le ultime indicazioni scientifiche, per diagnosticare con certezza la sensibilità al glutine, il medico dopo aver escluso l’allergia al frumento e la celiachia, dovrebbe consigliare un periodo a dieta priva di glutine ed uno successivo in cui il glutine viene reintrodotto, proprio per verificare la risposta del soggetto.
Se dopo il miglioramento iniziale delle condizioni con l’alimentazione priva di glutine, si manifesta un peggioramento in seguito alla reintroduzione del glutine, si può supporre una sensibilità al glutine.

Molte persone sensibili al glutine dopo un cambiamento dell’alimentazione riferiscono un’attenuazione dei disturbi dopo breve tempo fino al ripristino di uno stato di benessere generale.

Diagnosi

Attualmente non sono ancora disponibili biomarker in grado di fornire test diagnostici affidabili per la sensibilità al glutine.
Pertanto, la diagnosi di sensibilità al glutine è necessariamente di esclusione escludendo rispetto alle altre patologie glutine correlate – celiachia e allergia al frumento.
Una volta escluse la celiachia e l’allergia al frumento, e se il soggetto risponde positivamente ad una dieta priva di glutine si può pensare ad una diagnosi di sensibilità al glutine.

Nel caso di sintomi indicanti la celiachia, come prima cosa verrà fatto un esame del sangue per ricercare specifici anticorpi, chiamatianti-transglutaminasi (anti tTG) di classe IgA. Si tratta di un esame del sangue estremamente affidabile che viene eseguito di routine.

In caso di esito sierologico positivo, si procede con una biopsia dell’intestino tenue per mezzo della quale vengono prelevati frammenti del tessuto e analizzati istologicamente.

Se gli esami sierologici sono positivi e si verificherà la presenza di alterazioni della mucosa, con tutta probabilità si vedrà l’appiattimento dei villi duodenali originariamente piegati in modo molto compatto (atrofia dei villi) e un aumento dei linfociti intraepiteliali (parte dei globuli bianchi che è coinvolta principalmente nell’attività immunitaria dell’intestino) e sarà possibile confermare la diagnosi di celiachia.

Se gli esami per la celiachia sono negativi così come quelli per l’allergia al frumento è possibile pensare di essere sensibili al glutine, sospetto che sarà rafforzato qualora una dieta priva di glutine attenui i disturbi.
Il glutine nei cereali è l’agente scatenante del disturbo nel caso di un’intolleranza al glutine. Con una biopsia intestinale è possibile riconoscere la celiachia. I villi duodenali intatti sono ingranditi con un microscopio .

Alcuni gastroenterologi e nutrizionisti consigliano un test di carico di glutine (con il consumo di alimenti prodotti contenenti glutine) per rafforzare/verificare la diagnosi. Questo test deve essere eseguito solo sotto il controllo medico, in quanto può riportare a una ricomparsa dei sintomi.